
Tu hai certi… poteri — continuò Stilgar. — Non potresti localizzare l’Intesa di Tupile, malgrado la Gilda? Poteri? disse Paul, tra sé. Perché Stilgar non diceva, semplicemente: Tu sei un veggente. Continua a leggere

Tu hai certi… poteri — continuò Stilgar. — Non potresti localizzare l’Intesa di Tupile, malgrado la Gilda? Poteri? disse Paul, tra sé. Perché Stilgar non diceva, semplicemente: Tu sei un veggente. Continua a leggere

Il sistema cinese è flessibile perché non viene retto da un insieme di interessi economici e finanziari che la comandano sullo Stato e sono in grado di paralizzare le politiche pubbliche a loro non gradite. Lo Stato cinese non è nelle mani dell’economia, come nel capitalismo, ma è l’economia a essere nelle mani dello Stato-Partito. Continua a leggere

Stiamo creando un mostro i cui effetti cambieranno la storia, ammesso che ne rimanga una; eppure sarebbe impossibile non portarlo a termine, non solo per ragioni militari, ma anche perché non sarebbe etico da parte degli scienziati non fare quanto sanno di poter realizzare, a prescindere dalle orribili conseguenze che potrebbe avere. Continua a leggere

“Con una grossa pipa da marinaio in bocca, gli stivali ai piedi, e un setter che gli correva avanti, l’uomo calpestava il terreno ghiacciato salendo lento un sentiero erboso sul monte Amagi, all’inizio d’inverno. Venticinque cartucce nella cintura, una giacca di pelle marrone bruciato, e un fucile, un fucile da caccia, un Churchill a doppia canna. Continua a leggere

Con il diffondersi delle collaborazioni tra esseri umani e macchine, dovremo imparare a stabilire l’essenza di queste relazioni. Nel farlo potremmo tener conto di riflessioni logiche sulla sicurezza e l’efficienza, dedotte dallo studio della storia o ispirate alla fede nel divino. I singoli individui, le nazioni, le culture e le varie confessioni religiose serviranno a stabilire, se esistono, i limiti del potere dell’intelligenza artificiale sulla verità. E saranno necessari per decidere se è il caso di consentire all’IA di interporsi tra noi e la realtà. Continua a leggere

Beatrice esistette infinitamente per Dante. Dante, molto poco, forse niente, per Beatrice; tutti noi siamo propensi, per pietà, per venerazione, a dimenticare questo penoso contrasto, indimenticabile per Dante. Continua a leggere

Ripensa anche alla sua vita più o meno a quell’età. Undici, dodici, tredici anni. Alle cose nuove e sorprendenti che voleva il suo corpo, e alla sua incapacità di opporsi quando le voleva. Allora perfino i sogni giravano intorno al corpo e a quello che gli stava succedendo. Ricorda di aver sognato dei grassi steli di grafite nera spuntargli dal centro del petto all’incirca nel periodo in cui gli stavano crescendo i primi, finissimi peli, ricorda il risveglio in preda alla repulsione e allo spavento. Continua a leggere

Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.”
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Odiavamo il modo in cui i tutori, di solito disinvolti in qualsiasi circostanza, si mostravano così a disagio ogni volta che ci inoltravamo su questo terreno. Assistere a questo cambiamento in loro ci dava sui nervi. Penso sia questa la ragione per cui non formulammo mai quella domanda, e perché punimmo Marge K. tanto crudelmente per aver sollevato la questione quel giorno dopo la partita di softball. Continua a leggere

Il professor Piscopo era un signore distinto, con una bella barba sale e pepe e i baffetti aglio olio e peperoncino. Quando nel suo bell’accento partenopeo raccontava con la stessa enfasi il suicidio di Seneca o l’atterramento di Savoldi, dentro al bar non si sentiva volare una mosca. Continua a leggere